L'opera

Consonanza

di Elisabeth Tronhjem


Grigio carnico

A tu per tu con la materia.
Riconoscerne la precarietà, rispettarne le linee di faglia,
cogliere lo schiudersi e il pulsare dei suoi accadimenti,
il suo stare e la sua consistenza,
il suo intimo mutare e la sua fragilità,
metterle in risonanza con i propri intimi pensieri,
i sussulti dell’anima, i moti della mente.

Al suo divenire accordare il respiro del divenire del proprio pensiero,
al battere dello scalpello accordare il battere del cuore,
del sangue che pulsa nelle vene, in consonanza di vivo silenzio.
Portarne alla luce la struttura, le schegge, le giunture,
i solchi del tempo dentro il buio e nella luce,
perdersi nei suoi labirinti.

E misurare stratificazioni e intersezioni,
risalire le verticali, saggiarne gli equilibri, secondarne le fratture.
Riposare nella consistenza perentoria della lastra dagli esatti spigoli,
Vertigine di sensi e di contrasti, corrente che tende verso l’alto

a riconoscere evanescenti segnali, abbozzi di figure,
sguardi smagriti affioranti dalla nuda pietra.

Accarezzarne le lastre compatte, imprimersi nella pelle i segni
delle tessere del suo misterioso alfabeto…
incidere con la mano tremante le parole per dire
le concordanze segrete, il desiderio di abbracci,
nel fibre della pietra della Carnia, scabra, levigata, brunita,
far vibrare il messaggio custodito nel cuore:
Lascia entrare la tua anima nella mia e chiudiamo la porta.

Lucio Tollis

Elisabeth Tronhjem

Danimarca


Nata a Heldum in Danimarca, ha studiato all'Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen dove si è laureata. Approfondisce lo studio di materiali diversi. Ad affascinarla in modo particolare è il legno, ma realizza sculture in pietra, marmo e gioca a creare composizioni con materiali diversi, realizzando opere equlibrate e ricche di potenza espressiva. Si distingue per la sua acuta sensibilità nel lasciarsi ispirare dalla natura, intesa come fonte inesauribile di energia e bellezza. Lavora l'arenaria o il marmo rivelando volti e corpi densi di dinamismo. Rompe con maestria i piani della materia, con tagli, movimenti, graffi e lucidature, che restituiscono tutta l'intensità della sua poetica.

Espone con successo dal 1980 e spesso vince primi premi a concorsi ed esposizioni internazionali. Nel 1991 espone per la prima volta in Italia, a Perugia e poi a Roma. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Vive e lavora tra Palma di Majorca e l'Italia.